AUTORITARIO IO? MA DAI... PERO': IL PRIMO CHE SI LAMENTA, LO CACCIO FUORI DAL PARTITO!
Il
presidente del Consiglio dei ministri pro tempore, Don Matteo Renzi, č proprio
una brutta figura, e ogni giorno che passa lo dimostra sempre di pių: a volte
con una dichiarazione, altre anche con pių di una, al dė.
E' il caso di martedė quindici luglio, giorno in cui non si accontenta di
spararne una, ma raddoppia: persino in chiave europea, dove la presidenza di
turno č affidata all'Italia.
Comincio proprio da qui: per far sė che il Consiglio europeo approvi la
candidatura della ministra per gli Affari esteri, Federica Mogherini,
all'omologa commissione, il Giovane Vecchio Democristiano avverte che "se
salta Federica, noi candidiamo D'Alema".
A parte la sfrontataggine, e la scarsa eleganza, di brandire Baffetto da
Gallipoli come una minaccia - del tipo: "attenti: se non fate come dico
io, vi trovate di molto peggio" - giudico del tutto irriguardoso
l'atteggiamento verso un personaggio che avrebbe solo da insegnargli a vivere:
in fondo gli interessi degli imperialisti, e quelli dei padroni, sono da sempre
ben rappresentati dal Barcarolo Romano.
L'altro punto concerne la gestione del Partito (sedicente) Democratico;
asserisce, il superiore del monastero romano di via Sant'Andrea delle Fratte
16: "Non sono autoritario: gestione unitaria se sulle riforme si
corre".
Come a dire: "se fate come dico io, allora faccio finta di essere
magnanimo, vi concedo di parlare e persino in qualche misura di
dissentire"; alla faccia della democrazia interna!
Genova, 16 luglio 2014
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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